Riassunto Prolegomeni alla filosofia di Platone

Premessa

“Demoniaco” Aristotele:

  • È un espressione derivante dal Simposio: “Socrate è veramente demoniaco e meraviglioso”, indica la natura mediatrice dell’Eros
  • La filosofia è demoniaca, ossia, mediatrice fra cosmo e realtà
  • La filosofia di Aristotele è demoniaca poiché propedeutica a quella platonica (quindi è mezza nella comprensione della realtà)

È importante il riferimento al dato teologico:

  • Poiché in epoca neoplatonica la filosofia è intesa in termini metafisici
  • La scienza teologica è intesa come indagine delle cause trascendenti: è scienza che indaga i vari livelli del reale
  • Teologia qui è la ricerca delle cause prime (è stata introdotta dallo stesso Platone)

Per procedere allo studio metafisico/teologico/mistagoico sono necessarie delle qualità, cioè, deve essere amante della verità (guardare la realtà scavando in se stesso, per poi rivolgersi alla luce delle cose ossia ai principi primi del reale):

  • Gli apprendisti non sono civette, animali amanti del buio
  • La visione del vero richiede, invece, un percorso riguardo il rischiaramento delle verità (sole per gli occhi come similmente il Bene si conduce all’anima)

I Punto Capitale

Si incentra sula vita di Platone e sul carattere della sua filosofia.

Il corso ha inizio con la dimostrazione della continuità fra la vita del filosofo e le sue dottrine, compresi i suoi scritti. Genos e bios del filosofo si fondono per donare alla sua personalità un aspetto purificatore e divino e teologico e mistagogico.

  • Vi rientra l’enfatizzazione della sua discendenza mitica da Solone
  • Vi è corrispondenza, pertanto, fra i suoi scritti, la vita e la legislazione passata di Atene (discendenza da Solone)

L’anonimo prende in esame i luoghi letterari del nome Aristocle (il nome originario di Platone):

  • Ampiezza del torace
  • Larghezza della fronte
  • Ampiezza dello stile
  • Indica una nascita aristocratica
  • Importante richiamo al Cratilo, dove l’etimologia rivela l’essenza intima delle cose

Platone viene considerato apollineo e divino:

  • La discendenza apollinea viene dimostrata tramite sei argomenti
  • Dall’ Apologia si ricava la missione filosofica come eterna ricerca (qui c’è identificazione fra Socrate e Platone)

“Compagno di schiavitù dei cigni”:

  • Sogno di Socrate: volo di un cigno sul suo ventre
  • Inoltre vi è la visione dell’impossibilità di cogliere il pensiero del maestro: visto che lo spiccare il volo filosofico lo rende oggetto di innumerevoli interpretazioni

Platone addirittura viene accostato ad Omero, entrambi condividono l’armonia dello stile:

  • Hanno entrambi immediatezza descrittiva
  • È un primo indizio della relazione stringente Apollo e Platone

La natura di Platone è purificatrice, apollinea ed è consacrato al culto del Dio:

  • La natura teologica si consacra grazie a una corrispondenza aritmetica della data della nascita con le festività apollinee

La dieta vegetariana e l’episodio delle api indicano una rigorosità di uno stile di vita quasi prossimo alla divinità e il futuro grandioso e prospero a cui è destinato l’alto stile platonico.

La corrispondenza fra il bios e le dottrina è manifesta nel promuove all’interno della paidea le discipline della musica e dalla ginnastica come propedeutico a uno studio più approfondito del reale:

  • La sinfonia delle idee è introiettata dall’attività demiurgica all’interno del Timeo
  • Inoltre la musica si richiama agli insegnamenti Pitagorici come analisi di analogie e modelli esemplari del reale
  • L’educazione letteraria, musicale e ginnastica sono mirate verso la cura delle tre componenti dell’anima

Inoltre Platone apprende l’arte del ditirambo, le lezioni dei tragici, dei comici e lo stile di Aristofane: ciò è indicativo dell’elevatezza del suo stile.

  • I dialoghi di Platone sono drammaticizzati verso un’acquisizione di un percorso filosofico, infatti, Platone risente del vocabolario attico-teatrale del tempo
  • Dalla commedia ricava i colloquialismi, i giochi di parola, i proverbi, la freschezza e l’immediatezza delle battute
  • Nel Simposio è presente la congiunzione della commedia con la tragedia

L’incontro con Socrate è fondamentale:

  • È decisivo per una distinzione filosofica fra Etica, logica e fisica: è conversione filosofica dopo un lungo percorso conoscitivo vario di diversi apprendimenti
  • L’inizio dell’attività letteraria di Platone ha già inizio quando Socrate è ancora in vita

Platone pratica anche lo studio dei Pitagorici, degli eraclitei e dei parmenidei, delle pratiche ieratiche in Egitto fino allo sbarco a Siracusa.

La personalità di Platone è divina, è theios, poiché è lo scopritore della teologia, della politica, dell’etica, della logica.

Il Timeo:

  • L’uso del verbo mimeomai e il sostantivo mimesi designano la rassomiglianza fra un’entità superiore e una reale. È una correlazione fra un modello e un elemento inferiore. Pertanto mimesis non è imitazione ma rappresentazione, seguire il modello.

La nascita della teologia è dovuta all’inserimento di una causa esemplare (per paradeigmata), che non si riduca solo all’introduzione di una causa efficiente o finale.

Platone fu inventore anche della scrittura dialogica, per l’anonimo.

Visse 81 anni:

  • Ciò è indice di natura apollinea, è il cubo del numero delle Muse
  • Anche la morte è racchiusa nel novero di interpretazioni, che considerano il suo bios divino
  • La sua attività filosofica è simile all’attività di medico di Ascelpio

II Punto Capitale

Carattere della sua filosofia

Superamento della speculazione di Platone nei riguardi di tutte le scuole filosofiche anteriori e posteriori allo stesso filosofo:

  • L’anonimo distingue la filosofia platonica dal pericolo efettico (impossibilità di conoscere)
  • La superiorità del conoscere deriva dalla sua capacità di dimostrazione e di evidenza: questo è il suo genio filosofico, la sua ispirazione
  • Platone è un’anima legata alla scienza ma anche al divino

Il superamento dei fisici è dovuto all’inserimento e al riconoscimento di diverse concause: quella esemplare, quella efficiente e quella finale. Per l’anonimo Platone individua  già nel Timeo una complessa struttura matematica dell’anima del mondo e una visione geometrizzante.

Non vi è l’essere parmenideo, ma un di più, ossia è l’affermazione dell’Uno.

Secondo l’anonimo oltrepassa gli Stoici, data la loro concezione materialistica del mondo, dimostrando la presenza dell’incorporeità (Anima, Intelletto e la Causa Prima).

Supera anche gli Epicurei con l’introduzione della provvidenza nella materialità delle cose

Ha qualcosa in più rispetto agli Aristotelici, secondo L’anonimo:

  • Al di là dell’Intelletto c’è L’Uno (è al di là di ogni cosa) per l’anonimo
  • Platone inoltre introduce il principio di causalità: il causato è simile alla causa e genera un effetto inferiore alla causa stessa e lascia traccia di sé nel causato
  • Il principio è causa efficiente, causa esemplare e causa finale in Platone in base all’interpretazione dell’anonimo

L’anonimo non accoglie la critica per cui lo stesso Platone rientri all’interno della tradizione efettica (ossia scettica e di inconoscibilità del reale)

  1. Contro il primo argomento (l’uso di espressioni di incertezza e dubbio) l’anonimo sostiene l’incertezza e le aporie come forme di precisazione
  2. All’uso delle tesi opposte risponde che comunque Platone determinò la verità
  3. All’inesistenza della scienza risponde che il ritorno in sé costituisce la scienza e pertanto necessita di purificazione
  4. Riguardo alla duplicità di una conoscenza fallace: L’anonimo risponde che la conoscenza sensibile non risponde all’essenza delle cose, ma il pensiero discorsivo è scientifico
  5. Contro l’argomento che “solleva solo dubbi” è perché paragona la sua conoscenza a quella divina. Ma aggiunge anche che con tale formule introduce all’arte della discussione in quanto dialettica, erotica e maieutica.

Rilevante per l’Anonimo è l’esistenza di un unico principio incorporeo da cui deriva tutta la scala dell’essere.

III Punto Capitale

Discussione sugli scritti platonici

Anche se vi è la nota critica alla scrittura nel Fedro, decide di scrivere per un bene maggiore. La trasmissione delle sue idee in forma scritta e non scritta ricalca la costituzione del mondo in sostanza corporee e incorporee. È un seguire il modello dell’Uno (come gli amici si prendo a modello vicendevolmente).

IV Punto capitale

Perché si serve del dialogo e che cos’è

La polifonia delle voci nel dialogo è purificata dall’attività di Platone di allontanare le varie anime dalla vita materiale:

  • Pensiero di Platone, per l’anonimo, è un procedere ininterrotto del pensiero; è uno smantellare i pregiudizi
  • L’intento è purificare i giovani in base alla virtù

Il dialogo è un cosmo:

  • Vi sono diverse nature emettenti voci diversi nel Dialogo (inteso come la ripresa del modello delle opere divine e del cosmo)
  • Il dialogo è intermedio fra l’umano e il divino e contribuisce al mutamento dell’anima
  • Il dialogo è il più bel discorso come il cosmo è il più bell’essere vivente

Il piacere cognitivo deriva da una rappresentazione mimetica di un esempio, modello o paradigma: difatti è ciò che ci connette alla verità.

Platone tramite il dialogo ha bene presente la possibilità di  tenere sempre attento l’interlocutore,  di stimolarlo, di purificarlo, di condurlo all’anamnesi.

Si avvale inoltre del dialogo poiché è affine alla dialettica, come invito alla reminescenza.

Un altro argomento è quello di tenerci desti attraverso la pratica dell’interrogazione.

V Punto Capitale

Elementi costitutivi del dialogo

Nel cosmo vi sono:

  • Materia
  • Forma
  • Natura
  • Anima
  • Intelletto
  • Divinità

La materia del dialogo sono i personaggi, il tempo e il luogo:

  • Non possiamo sempre stabilire il luogo

I personaggi sono:

  • Possessori di una sapere
  • Possessori di un’opinione retta
  • Possessori di ignoranza (semplice, doppia, grandissima, sofistica)

Importante è nella visione neoplatonica la scelta del tempo del dialogo di solito ambientato durante festività o solennità:

  • Esplicano la fattura divina del dialogo
  • Dialogo come inno significa presentare gli scritti platonici come parole animate in grado di stabilire un contatto con la divinità

Lo stile è analogo alla forma:

  • Grandioso: dialoghi teologici
  • Semplice: prende a modello la realtà (aspetti logici)
  • Misto: dialoghi etici

La conversazione è analoga alla natura:

  • Espositivo: teoretico e politico
  • Indagativo: agonistico e ginnastico
  • Misto

All’ Anima sono analoghe le dimostrazioni:

  • È l’unico modo di parlare serio
  • Procede per dimostrazione

All’Intelletto corrisponde alla circolarità del pensiero

A Dio corrisponde il Bene

L’anonimo individua 6 cause nel cosmo e nel dialogo:

  1. Materia: personaggi, luogo e tempo
  2. Formale: stile
  3. Causa efficiente: anima
  4. Finale: Il Bene
  5. Strumentale: dimostrazioni
  6. Esemplare: problemi

VI Punto Capitale

Dove deduce i dialoghi

Li ricava dai personaggi o dalle questione trattate

VII Punto Capitale

In che modo è possibile la divisione dei dialoghi

Non a partire dai personaggi, neppure per sillogismi o divisioni dialettiche ma per insegnamenti dottrinali

VIII Punto capitale

Come si svolge la conversazione

La conversazione si svolge fra personaggi noetici, dianoetici, sensibili

IX Punto Capitale

Regole per individuare lo skopos del dialogo

Il doppio titolo non permette la determinazione dello Skopos del dialogo:

  • Secondo l’uno e il molteplice: unico skopos è l’Uno
  • Secondo l’universale e il particolare: scelta del più unitario e comprensivo
  • Secondo l’intero e la parte: sceglie lo skopos come intero
  • Secondo l’approssimativo e il certo: scelta del certo
  • Secondo il migliore e il peggiore: scelta del migliore
  • Secondo accordo e disaccordo: scelta dell’accordo
  • Non secondo l’emozione: è l’ordine dei sei beni
  • Non secondo i mezzi: ciò in vista di cui
  • Non secondo materia

X Punto Capitale

Apprendere l’ordine dei dialoghi

L’anonimo rigetta la divisione per tetralogie secondo il modello degli autori tragici e comici:

  • Poiché Platone stesso li rifiuta, intendendoli come eidola eidolon

Viene ripresa la sistematizzazione di Giamblico:

  • Timeo a capo dei dialoghi fisici
  • Parmenide a capo dei dialoghi teologici

Cursus studiorum prevede:

  • prima lo studio di Alcibiade (per il ritorno in noi stessi)
  • Gorgia (dialogo politico)
  • Fedone (dialogo catartico)
  • Cratilo e Teeteto (conoscenza dei nomi e delle cose)
  • Sofista e Politico (sulla natura delle cose)
  • Fedro e Simposio (dialoghi teoretici)
  • Fino ai dialoghi perfetti del Timeo e Parmenide

XI Punto Capitale

15 modi di insegnamento

L’anonimo individua 15 modalità di insegnamento platonico

  1. Divina ispirazione
  2. Dimostrazione
  3. Definizione
  4. Divisione
  5. Analisi
  6. Prova
  7. Immagini (l’immagine mostra e prende a modello la natura di cui è immagine con più accuratezza rispetto a quello dell’esempio)
  8. Esempi
  9. Induzione
  10. Analogia
  11. Aritmetico
  12. Sottrazione
  13. Aggiunta
  14. Racconto mitico
  15. Etimologia

Viene inoltre indagata da parte dell’autrice l’importanza dei dialoghi Cratilo e Teeteto:

  • Notevole è l’importanza della relazione nomi-cose: è la riscoperta in noi delle facoltà e dell’attività dell’anima tramite lo studio corretto dei nomi per quanto riguarda il Cratilo
  • Significativo è la relazione fra episteme, noemata (nozioni delle realtà ideali) e dei pragmata (cose stesse) nel Teeteto indagando il criterio di giudizio e di comprensione delle cose

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