Prolegomeni alla filosofia di Platone

Capitolo 1

Un’esplosione esegetica e teoretica

  • Alcune coordinate storiche e filosofiche

Concetto di “tardoantico”:

  • Deriva come principio stilistico-artistico dall’età tetrarchica all’impero di Giustiniano
  • È sinonimo quasi di reimpiego
  • Neoplatonismo è come un reimpiego dei testi platonici? Ha un’accezione negativa?

Per Vegetti vi è fierezza della non-originalità:

  • È “una scelta deliberata e rigorosa”
  • È proposta della tradizione
  • È presenza di elementi innovativi

Neoplatonici non si definiscono soltanto Platonici: hanno carattere di novità e si contraddistinguono come una corrente di sviluppo critico:

  • La lettura di Platone è considerata completa, eccelsa
  • Richiede una preparazione particolare
  • Nascita di un’attività esegetica in contatto anche con altre culture
  • Vi è un profondo legame con i testi

Lettura dei testi apre il dibattito su un possibile dogma platonico:

  • Si presenta una necessità di sistemazione del pensiero platonico
  • Antioco di Ascalona ha una visione dogmatica (ricavare un organico sistema filosofico)
    • Il dogmatismo di Platone

Peculiare è la distinzione in Efetici e Dogmatici per Diogene Laerzio:

  • Dogmatici concepiscono una realtà intelligibile
  • Efetici concepiscono realtà inintelligibile e conseguente sospensione del giudizio

C’è necessità della confutazione dello scetticismo come deriva platonica:

  • Il problema è lo scetticismo “academico” (attribuito in passato a Platone)

I Prolegomeni alla filosofia:

  • Presenta la confutazione dello scetticismo (La filosofia esiste? Che cos’è? Qual è? Perché?)
  • Digressione anti-efettica è una ricognizione storica delle diverse scuole filosofiche (nota centralità della dottrina di Platone)
  • Tutto ciò comporta l’esclusione delle contaminazioni efettiche

Viene messo in evidenza la vera sistematicità del pensiero platonico, inteso come una dottrina ben definita: non è aporetica, è determinazione di verità (contempla infatti il Principio primo e fine ultimo).

Confronto fra Platonici e Academici:

  • Fra quelli che trasmisero le verità
  • Fra gli inesperti che diffusero contraddizioni

Non vi è la distinzione fra Socrate e Platone:

  • Perdita del socratismo nel dibattito anti-efettico
  • Indistinguibile la dottrina di Platone da quella socratica
  • Socrate è portavoce della filosofia platonica
  • Socrate è un Platonico come Orfeo e Pitagora, nati prima dello stesso Platone
    • Insegnamento e apprendimento

Seneca depreca l’attività di ex commentario come filologia:

  • Crasso legge il Gorgia sotto la lettura di Carmada (insegnava all’Academia)
  • Lo stesso Protagora si presta a una lettura commentata
  • Lo stesso Parmenide è la lettura di Zenone di Elea del proprio testo
  • Lo stesso Teeteto è la messa in scena di hypomnemata (appunti trascritti e rivisti in seguito)
  • Memoria, l’anamnesi, la scrittura e un uditorio sono fondamentali per l’esegesi

Hypomnemata sono fondamentali nel processo di fissazione filosofica:

  • Hanno una fase di discussione
  • Successiva trascrizione
  • Successiva schematizzazione e sistematizzazione del pensiero platonico

Porfirio mette in evidenza la necessità di stabilire un ordine di apprendimento

  • Non è il contatto diretto come nell’insegnamento di Plotino
  • È un primo tentativo di sistematizzazione e un dare un ordinamento articolato al corpus di scritti
    • I Classici della filosofia nelle scuole platoniche

La filosofia è discussione di “ciò che è secondo Platone” e “ciò che è secondo Aristotele” nei primi secoli dell’impero romano:

  • Imparare filosofia è commentare i testi
  • La lettura esegetica è il modo più pratico nell’esercizio filosofico

Le Letture esegetiche si allargano anche ad altri “classici” del pensiero greco:

  • Teologia Platonica di Proclo: evidenzia come la dottrina platonica diviene portatrice di una verità mistica e rivelata (è sapere di natura divina)
  • La filosofia platonica offre la possibilità di scalata di comprensione del reale
  • Curriculum del cursus studiorum prevede dei gradi di conoscenza, fra cui la lettura di testi aristotelici

La tradizione poetica e filosofica prima di Platone è un’iniziazione alla mistica verità platonica  come accesso ai “piccoli misteri”.

L’Aristotelismo, lo stoicismo danno l’accesso ai “grandi misteri” platonici.

  • Filosofia platonica, scritta in linguaggio di misteri, è un’iniziazione al carattere sacrale (accesso ai livelli più alti del divino)
  • Necessità delle letture aristoteliche come integrazione

Come si consegue il carattere filosofico all’iniziazione dello studio platonico?

  • Attraverso una corretta educazione
  • È Skopos (proposito) di letture e acquisizione di un vocabolario tecnico-scientifico (Studi di logica aristotelica come fondamento)

L’inizio è l’Isagoge (studio preparatorio) scritto da Porfirio, introduce all’Organon, alle Categorie come propedeutica allo studio platonico:

  • È il primo passo per l’armonizzazione di dottrine aristoteliche e platoniche

Il curriculum al cursus studiorum di Platone termina con le problematiche metafisico-teologiche ossia la “teologia”:

  • Teologia trascende tutte le altre discipline
  • La Causa prima è l’Uno-Bene, non l’Intelletto aristotelico
  • Essere dell’anima non è corporeo ma è un fondamento intellettivo: intelletto come padre e causa dei corpi e delle anime
  • È un principio trascendente e ineffabile

La Teologia platonica è “theologike episteme” (scienza teologica) o “ton theion episteme” (scienza delle realtà divine):

  • È indagine delle cause trascendenti (metafisica)
  • Le Cause Prime sono anche divinità (teologia)

È una rivelazione naturale (in quanto logoi innati) e divina:

  • È la convergenza di tradizioni teologiche e filosofiche (come Pitagora, i poeti-teologi, Omero, Orfeo)
  • Armonizzazione si ha nella speculazione platonica

L’ultimo platonismo è ricerca di armonizzazione di elementi provenienti da diverse tradizioni:

  • Scuole metafisico-speculativo: scuola di Plotino, scuola siriaca, scuola di Atene
  • Scuole religioso-teurgico: scuola di Pergamo
  • Scuole erudite: scuola di Alessandrio e Occidentale latino

Capitolo 2

L’insegnamento di Platone e l’esegesi scolastica

2.1 La manualistica filosofica e i Prolegomeni a Platone

Insegnamento esegetico nelle scuole platoniche è fondamentale:

  • Costituita dall’attività del maestro e domandare degli alunni
  • Dalle letture si ricavano esegesi, notazioni, appunti, parafrasi, hypomnemata e le monografie (syngrammata)
  • Il commentario è inteso come un esercizio spirituale

Da discussioni, estratti e riorganizzazione si hanno dei commentari prolifici:

  • Redazione di “appunti organizzati”
  • L’esercizio commentaristico fra discepolo e maestro è preminente

I Prolegomeni alla filosofia di Platone:

  • È un testo di un allievo partecipante alle lezione di un non identificato filosofo alessandrino
  • È un’Isagoge: scritto introduttivo come forma di esposizione filosofica (presuppone già la costituzione di una scienza da trasferire poi ai principianti e alle persone colte)
  • È un’introduzione al sapere unitario di Platone

Ha un ordine didattico in 11  “punti capitali” (ossia divisioni, definizioni, esemplificazioni). Lo scopo del testo? Introduce l’anima all’ascolto e alla visione della verità.

La vita di Platone è presentata come un carattere divino.

I Prolegomeni sono inseriti all’interno di un fitto panorama di scritti isagogici:

  • È l’unico testo scolastico neoplatonico introduttivo a Platone
  • Viene citato il “divino” Giamblico e il “sapientissimo” Proclo

2.2 Il divino maestro e alcuni suoi metodi di insegnamento

Nell’11° punto capitale:

  • Sono evidenziati i modi di insegnamento della divina dottrina
  • Manifesta punti di discontinuità con la Teologia Platonica di Proclo

Proclo individua 4 tipologie di discorso sul divino: solo quella “per divina ispirazione” prende parte nei Prolegomeni

  • non è presente nel testo alessandrino il ricorre ai simboli
  • non compare la categoria ieratica

Platone rivela con sapienza il contenuto divino e non lo nasconde: ha un intento di progresso etico e profitto psicologico

L’ Insegnamento dia ton eikonon “attraverso le immagini”:

  • Per Proclo è un metodo che si serve di immagine e conviene a coloro che fanno autentica filosofica
  • L’uso delle immagini consente l’accesso alla conoscenza divina: sono verità traslate in un ordine più basso (permette il passaggio ai paradigmi)
  • È un metodo rappresentativo
  • È fondamentale il ruolo della somiglianza fra immagine e modello, per risalire i livelli del reale e quindi comprendere la gerarchia dei principi metafisici

Il metodo per immagini è usato nel Fedro:

  • È il Mito dell’Auriga
  • Il metodo per immagini è differente da quello di “esempi”
  • L’immagine prende a modello in maniera più accurata rispetto all’esempio
  • È un rapporto di analogia (ossia identità di funzioni fra realtà appartenenti ai diversi piani dell’essere)
  • Consente una particolare anamensi procedente da un immagine a una realtà superiore

Sul concetto di mimesis:

  • Nominabilità per l’Anonimo anche a partire dalla relazione con l’eikon (in virtù del principio iconico di risalita metafisica del reale)
  • Eikon è un’immagine molto vicino al reale e ne riproduce delle proprietà

2.3 La rappresentazione demiurgica dei dialoghi

Platone è come il Demiurgo dei dialoghi:

  • È un eikon con il modello superiore ossia è in stretta somiglianza con il modello esemplare
  • Platone è un’anima superiore perché l’Anima di Platone conserva una conoscenza superiore, di ispirazione divina (derivazione dal Fedro)
  • Platone ha una missione soteriologica e di guida delle anime e trasmette alcune idee come entità incorporee alle altre anime tramite i suoi scritti e lezioni

Platone è simile al Demiurgo:

  • Demiurgo plasma il mondo sensibile a immagine di quello intelligibile così come i Discorsi di Platone sono come immagini dell’intelligibile (agalmata theon), ossia, sono discorsi reali introducenti alla divinità
  • Agalma (un tipo di eikon) è un’indicarci gli scrigni del sapere (primi modelli di ricerca)

Il dialogo platonico rende l’invisibile, visibile:

  • È un plasmare i logoi demiurgicamente

Platone riproduce l’attività demiurgica con i logoi sia scritti che orali, la sua attività è riproduzione dell’intelligibile:

  • È Riproduzione della causa iconicamente legata alle più alte gerarchie metafisiche
  • Vige un principio di circolarità fra modello e immagine (innovazione neoplatonica)

Il dialogo è mimesis (della creazione divina), fa nascere un piacere cognitivo:

  • Nella mimesis c’è una componente degli intelligibili

Dialogo è rappresentazione del modello divino, quindi è cosmo: ha polifonia di voci, è un vivente formato di parti in armonia, è il più bello fra gli esseri viventi.

L’attività di Platone:

  • È come lo Zeus demiurgico procliano: “causa del vivere” e “colui per via del quale il vivere è proprio di tutti i viventi”
  • Dà vitalità agli elementi del cosmo
  • Trasforma gli scritti senza vita, in scritti in vita

2.4 Mimesi, anima e dialoghi

Rifugiarsi nei discorsi è indagare la verità degli esseri:

  • È fuga nel linguaggio
  • Linguaggio come immagine della realtà
  • Le parole come mimemata delle Idee (sono espressione di una potenza teoretica in grado di accedere alla verità)

Il linguaggio è inteso come una rappresentazione mimetica, configurando le parole come immagini delle essenza, dona visibilità all’invisibilità.

Quali sono i veicoli di visualizzazione e di rievocazione della bellezza sensibile?

  • Sono i personaggi e le parti dei dialoghi, i componenti del cosmo
  • Si identifica come la capacità di rendere visibile l’invisibile

La bellezza sensibile è intesa come specchio dell’Uno (fondamento della Bellezza).

Qual è la funzione della mimesis?

  • È far cogliere in un aspetto del reale un’armonia esistente fra microcosmo e macrocosmo
  • È un suggerire l’esistenza di una verità trascendente
  • È un suggerire una corrispondenza fra modello e immagine

Cos’è l’anima?

  • Eikon che apprende per immagini
  • Trae piacere cognitivo dalla rappresentazione di un modello
  • Agalmao ossia è riproduzione veritiera dell’intelletto
  • È l’essenza dell’uomo

Quali sono le qualità dell’Anima?

  • Dal Commento al Cratilo di Proclo: ha una potenza rappresentativa o potenza icastica
  • La potenza icastica è la coscienza dell’unità all’interno delprocesso cognitivo: dalla somiglianza al modello
  • È anamnesi conoscitiva e morale

L’Anonimo considera il dialogo come microcosmo in cui l’anima si avvia al processo conoscitivo virtuoso:

  • Alcibiade mostra tutte le virtù del cursus (pratiche, teoretiche, fisiche, e teologiche)
  • Gorgia: virtù politica
  • Fedone: virtù purificative
  • Cratilo, Sofista, Politico, Fedro, Simposio e Filebo: scienze teoretiche
  • Timeo e Parmenide: scienze fisiche e teologiche

Il “conosci te stesso” è un rientro dell’anima in se stesso (punto di partenza della speculazione), cogliendo la visione cosmica del tutto riconosce in sé la traccia del divino.

Il metodo didattico di Platone:

  • Si configura come un processo conoscitivo dall’eikon al paradigma (vi è un profondo legame ontologico)
  • L’anima umana ha in sé tutte le cose

Il processo conoscitivo avviene per anamnesi:

  • Il risultato è l’assimilazione a Dio
  • Il risveglio dei logoi dell’anima sono sollecitazioni sensibile, espressioni verbali (rivelano la natura delle cose), opere mimetiche di grosso valore
  • Si procede, infine, verso la traccia dell’Uno e il ritorno a Dio

Logos platonico è strumento didattico/anagogico di riconoscimento del reale intelligibile.

2.5 Il “problema” della didattica alessandrina

Nella scuola alessandrina viene concesso un grande ruolo al commentario delle opere di Aristotele:

  • Scuola neoplatonica alessandrina: Ermia (V d.C.)
  • Vi succede il figlio Ammonio
  • Olimpiodoro: controllo della scuola nel 535 (ultimo maestro pagano)

Alessandria:

  • Dal V al VI secolo è animata da attività scolastiche e speculative
  • Insegnamento aperto nei luoghi pubblici e di proprietà dello Stato

La differenza fra le scuole neoplatoniche alessandrine e ateniesi:

  • Si esprime per un diverso fattore economico
  • Hadot propone linee di convergenza
  • Praechter, Saffrey, Merlan propongono disaccordi speculativi e di studi
  • Scuola di Alessandria ebbe finanziamenti pubblici
  • Scuola di Atene ebbe un senso di indipendenza culturale, religioso; vive di donazioni

L’accordo di Ammonio con il vescovo di Alessandria Pietro Mongo:

  • Creò la frattura fa le due scuole
  • Comportò l’intrecciarsi dei rapporti con autorità politiche e religiose ad Alessandria
  • Favorì un accordo di pacifica convivenza
  • L’intrecciarsi di accordi politici è diretto per continuare l’insegnamento filosofico classico in un clima “disteso”

Il distacco fra le due istituzioni è da ricercarsi nel diverso modo di intendere il platonismo come filosofia di vita:

  • Damascio (scuola di Atene) non condivide l’opportunismo politico di Ammonio
  • Necessario per Damascio rifondare la scuola ed essere fedele al dettame platonico

2.6 La fine del neoplatonismo pagano

La linea direttiva di Olimpiodoro è simile a quella di Ammonio:

  • Invita gli studenti a mostrare gratitudine ai propri insegnanti con il pagamento in denaro
  • Permise la difesa dei valori classici tramite un clima distensivo né di scontro ortodosso né di morte filosofica
  • Permise all’uditorio cristiano di influenzare i temi proposti
  • Avvenne anche un’armonizzazione dei principi teologici, logici e teoretici aristotelici con quelli platonici

Fine della scuola: 610

  • Stefano (nuovo direttore) si trasferì a Costantinopoli
  • Affermò l’eternità del mondo, esistenza dell’etere e della Bibbia
  • Accettò la religione di Stato ma non rinnegò la tradizione classica
  • È considerata come la vittoria della religione di Stato

Ad Atene l’istituzione filosofica sopravvive:

  • La chiesa non ha molta influenza
  • Quando i Cristiani raggiunsero il potere richiedettero l’immediata chiusura delle scuole

La differenza dei due istituti è che:

  • Scuola di Atene è una città-stato filosofica con autonomi politica e religiosa
  • Scuola di Alessandria è controllata finanziariamente dalle autorità locali

La Scuola di Alessandria è aperta al confronto con altre culture ma deve fare i conti con la politica imperiale cristiana, che ne ridimensiona le spinte interpretative.

2.7 Ipotesi Sull’autore dei Prolegomeni a Platone

Il testo prevede aggiunte, commenti, annotazioni e confronti fra allievi e maestri: possibilità di dilettantismo filosofico.

È un allievo cristiano nella scuola di Olimpiodoro?

  • Il testo è della metà del VI d.C.
  • Presenta diversità da Olimpiodoro poiché c’è un diverso rapporto con la nascita di Platone e della divisione del Gorgia (non c’è la divisione per personaggi)

Le caratteristiche dell’anonimo sono:

  • Una rilettura filosofica della vita di Platone
  • Un omissione nella scala delle virtù di quelle ieratiche
  • Probabile appartenenza al credo cristiano
  • Non è stato un filosofo a redigere il testo: presenza di errori banali
  • Il nucleo argomentativo di lezioni pagane a confronto con un clima religioso politico e culturale è diverso da quello ateniese (difatti c’è l’assenza della teurgia)
  • La graduale ascesa conoscitiva avviene iconicamente, ontologicamente e causalmente

Capitolo 3

Teologia e Teleologia

3.1 Struttura e tracce esegetiche

Punti capitali sono:

  • Vita di Platone
  • Carattere della sua filosofia
  • Uso della scrittura
  • Scelta dialogica
  • Elementi dei dialoghi
  • Suddivisione dei dialoghi
  • Conversione
  • Regole per il tema centrale
  • Ordine di lettura dei dialoghi
  • Metodi di insegnamento platonici

I punti capitali invitano allo schema di fondo dei vari dialoghi e forniscono un metodo di indagine speculativo inteso come spiegazione del senso dell’Unità e del Tutto. Il percorso prospettato è un’analogia fra la struttura del reale e i dialoghi.

3.2 Mito e filosofia nella vita di Platone

Biografia di Platone è il primo punto capitale:

  • Si evidenzia la concezione divina dell’attività filosofica del maestro: c’è l’unione dell’umano al divino
  • È l’unione del santo uomo con l’immagine canonica di Platone

Viene palesata la corrispondenza fra il bios e la dottrina:

  • Manifesta un carattere teologico del filosofono

Gli argomenti per mostrare il carattere divino di Platone sono sei:

1°: legame con i cigni (uccelli sacri ad Apollo)

  • “compagno di schiavitù dei cigni”
  • Non c’è distinzione fra Socrate e Platone nella visione “tardo antica”
  • Platone appare a Socrate in un sogno come un cigno: Ciò evidenza il rapporto esclusivo fra il filosofo e dio
  • Dopo la frequentazione con Socrate, Platone spicca il volo filosofico (ossia la partecipazione al divino e innalzarsi verso l’Uno)
  • In punto di morte Platone si trasforma in un cigno incatturabile: è l’interpretazione della fitta serie di diatribe, confronti, dibattiti, difficoltà di spiegazione della dottrina del maestro avuti in futuro

2°: Aspetto purificatore e apollineo di Platone:

  • Secondo Proclo: vivere in armonia con l’assimilazione al Tutto vuol dire liberarsi della disarmonia del sensibile
  • Via anagogica dei dialoghi è la via di purificazione (rimanda all’Uno)

3°: Aneddotica sulla nascita di Platone:

  • Divieto di unirsi di Perittione è un rivelare il legame fra Platone e Apollo
  • Giamblico considera la missione soteriologica di un’anima privilegiata (è l’invio di un’anima speciale nel mondo; è stata inviata insieme a Pitagora ed è molto affine ad Apollo)
  • Per Giamblico vi è un’anima apparentata con gli dei e che si radica nei corpi terrestri (sulla base del Fedro)
  • Per Proclo le anime rimaste pure e intatte nel discendere hanno una conoscenza ispirata agli dei

4°: Legame di Platone con le Muse e Apollo per la presenza del miele e delle api:

  • Piccolo Platone è trovato con la bocca piena di miele
  • Dieta vegetariana è un simbolo del di Apollo
  • Sono presagi di una florida attività poetica

5°: Platone è posto sotto la protezione delle Muse:

  • Elementi di identificazione fra il filosofo, il teologo e il protetto di Apollo
  • 81 è il numero degli anni di vita di Platone, quadrato del 9 (numero delle Muse) e cubo di 3 (numero perfetto)

6°: Venerazione di Platone:

  • A partire da Speusippo
  • Eroizzazione e divinazione di Platone
  • Platone è degno di ricevere onori divini (nei Prolegomeni)
  • Ricezione del culto è eseguita dagli stessi filosofi

Singolare è il rimaneggiamento del testo di Diogene Laerzio:

  • Ascelpio e Platone sono figli di Apollo
  • Dall’esametro si passa alla prosa
  • Olimpiodoro conserva la visione apollinea di Platone

La divina genealogia “spirituale” di Platone:

  • È costruita introno all’esegesi del Fedro: l’anima di Platone ha le caratteristi di chi ha contemplato i veri esseri
  • È il filosofo alato: si solleva verso le realtà intelligibili
  • Permette ad ogni allievo di essere alato

Bios divino dimostra la symphonia fra la vita di Platone e la sua dottrina

3.3 Unità e ordine degli scritti

Taxis:

  • Ordine degli esseri
  • Ordine delle immagini dialogiche (immagini degli intelligibili nel sensibile)

Taxis è anche nello studio dell’ordine dei dialoghi:

  • La divisione di Aristofane in 5 trilogie è una suddivisione letteraria (primo sforzo di distinzione)
  • Tetralogia di Trasillo
  • L’anonimo sottolinea l’assenza di una spiccata personalità per la classificazione dei testi platonici
  • Per l’anonimo non vi sono tetralogie tragiche dato che Platone è “Demiurgo di verità” (non si sarebbe mai ispirato ad “apparenze di apparenze” “eidola eidolon”: qui c’è differenza con eikon; il poeta tragico è mimetes di immagini)

L’uso delle tetralogie mette in evidenza il ruolo del doppio titolo ma l’Anonimo non li considera didattici: è l’applicazione di un sistema letterario all’interno di un contesto filosofico

  • L’ordine dei testi è un riflesso di un mondo superiore
  • Per i Medioplatonici, non è necessario un canone, ma Albino mostra un ordine agli iniziati di matematica (Iscrizione dell’Academia): ritorno in sé con l’Alcibiade, Fedone per conoscere il modo del filosofo, La Repubblica per il conseguimento di virtà, Timeo per elevarsi verso l’ordine divino

L’Anonimo difende il nucleo di una “metafisica dialogica”:

  • Diversi sono gli skopos di ogni scritto
  • Skopos (il proposito di ogni dialogo) è associato all’Uno, prima Ipostasi, arche e Principio di tutto
  • Il principio ermeneutico dei dialoghi è il Principio Primo (Uno come principio metafisico)
  • Skopos è l’intero, è ciò che l’anima rende con sinfonia, ossia, dona vitalità e accordo fra le parti. Insomma è il fine stesso
  • Il hiarimento del dialogo è lo Skopos di rientro all’Uno
  • Skopos anima il dialogo, lo rende vivo (aristotelica identità fra vitalità, unità e fine)
  • Skopos è analogia cosmica, è causa finale, in cui ogni elemento manifesta significato
  • La comprensione del reale si ha con un punto di vista unitario (L’Uno), ossia, il senso come significato di tutte le cose
  • Rapporti di analogia fra macrocosmo e microcosmo (costituzione iconica dei dialoghi come esseri viventi) consentono di interpretare il sistema neoplatonico come l’insieme ordinato delle cose su cui si organizza il cosmo

L’esistenza di una misura dei dialoghi determina la bellezza delle cose, conferisce l’unità, fondamento della Bellezza e Causa di esso.

Il gruppo di 12 dialoghi (decisi da Giamblico) è un dodecaedro come modello comprensivo del tutto, però non ha una comprensività assoluta, pertanto è necessaria una riduzione all’unità:

  • L’ordine degli scritti riflette l’ordine del mondo, cioè, una tensione assimilitativa dall’inferiore fino al superiore
  • Il passaggio dall’Alcibiade, al Filebo, poi al Timeo e infine al Parmenide è simbolo del ricongiungimento dell’intera realtà in tutte le articolazioni con l’Uno
  • Timeo sintetizza gli scritti fisici (con una visione teleologica), il Parmenide gli scritti teologici

Sono 2 i filoni individuati da Giamblico: uno fisico e l’altro teologico; la ricezione di tale canone è legato alla preferenza di ordine etico-pedagogico, teoretico e di sistematizzazione unitaria.

3.4 La divina filosofia fra ispirazione e scientificità

La formazione del carattere filosofico avviene tramite un’esegesi della biografia di Platone e un esame critico della storia della filosofia:

  • Platone è il punto di riferimento di una tradizione poetica, teologica e filosofica unitaria
  • In lui tutto confluisce e defluisce, essendo l’akme di una tradizione di pensiero
  • Platone è Symphonia fra le diverse parti della filosofia: è il punto unitario di una tradizione poetica, teologica, filosofica
  • Poesia, filosofia e ieratica sono in stretta relazione nell’insegnamento impartito da Platone

Sono 4 i metodi di esposizione del divino (individuati da Proclo):

  • Posto privilegiato della dialettica
  • Uso poetico
  • Uso sacro
  • Uso Iconico e matematica
  • Uso dialettico

Dialettica è il metodo esaustivo di descrizione del reale, ha una preminenza sul metodo mitico-simbolico e iconico:

  • Metodo mitico-simbolico permette di procedere dall’inferiore al superiore (si serve di immagini e numeri come termini di rinvio alla causa)

Platone nell’uso dei numeri dimostra più scientificità, nell’uso dei miti è più rigoroso tramite una rielaborazione per dimostrazione.

Platone è un poeta ispirato:

  • L’eccellenza deriva dall’uso dei 4 metodi tramite l’uso della forma espressiva più adatta rispetto all’oggetto e al procedimento conoscitivo
  • Il metodo migliore è quello dialettico per chiarezza e scientificità (fondamento della conoscenza)

Importanza dell’ispirazione divina:

  • Platone dialettico e ispirato mostra la conversione dall’alto al basso, dalla causa al causato
  • Metodi delle immagini seguono il corso progressivo della conoscenza (dal grado inferiore a quello superiore)
  • L’insegnamento per immagini e miti è preliminare

3.5 Al di là dell’Essere: fisica e metafisica dei dialoghi

Platone perfeziona la dottrina ontologica parmenidea:

  • Essere diviene il principio di tutte le cose e introduce alla nozione dell’Uno al di sopra dell’Essere

Il confronto con Aristotele:

  • Platone dimostra che al di là dell’Intelletto c’è L’uno
  • L’Uno non è solo causa finale
  • L’Anonimo si discosta dalla visione di Ammonio (armonia fra i due filosofi)

Il di più platonico:

  • È il riconoscimento nell’Uno di essere il principio di tutti gli esseri

La Fisica di Aristotele è l’introduzione alla metafisica in quanto teologia, cioè dipendenza del mondo fisico da quello trascendente

  • Platone dà origine alla teologia, dimostrando che le Idee sono la causa esemplare
  • Fisica platonica è spiegata come atto di un risultato demiurgico (causa efficiente) su un modello delle Idee (causa esemplare) rivolte al Bene (causa finale)
  • Il limite aristotelico è di non aver indagato la causa efficiente, quella esemplare e quella strumentale (limite della causa finale)

L’Intelletto aristotelico può essere causa efficiente se non contempla solo se stesso ma anche i modelli eterni, considerando così la causa esemplare (come il Demiurgo plasma in base ai vari paradigma):

  • L’Anonimo riconosce la teologia aristotelica ma limitatamente alla causa finale e evidenzia l’assenza di quella efficiente

Vi è una corrispondenza nei dialoghi vista la presenza della teoria delle sei cause:

  • Causa materiale: personaggi, tempo e spazio
  • Causa formale: stile (stile grandioso, logica, misto, etico, mitologico)
  • Causa strumentale: dimostrazioni
  • Causa efficiente: Demiurgo di dialoghi (dialogo assume la forma e la struttura dei paradeigmata; Demiurgo interiorizza il Bene e i modelli e diviene responsabile per il cosmo; è buono e interiorizza il Primo Principio)
  • Anima è vita come causa efficiente dei dialoghi, li rende vivi
  • Causa esemplare sono i problemi esposti
  • Causa finale è il bene

Studio dei dialoghi ha una prospettiva teologica e teleologica si rivolge al Bene in quanto Primo Dio. Dialogo rappresenta il cosmo, il quale ha un principio teleologico, derivante dall’impostazione demiurgale (cosmo costituito da intelletto e anima)

Il Logos platonico è rappresentazione del mondo, interpretazione della realtà come modo di afferrare la struttura metafisica del reale. I dialoghi platonici sono intenti nel disvelare l’ordine metafisico su un piano microcosmico (quello stesso fine che l’universo dispiega su un piano macrocosmico)

È una risalita verso i diversi piani metafisici della realtà e le sue concause (con riferimenti di rapporti analogici con l’intelligibile)

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Emanuele Sorrentino

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