Flusso di coscienza di un giro in bici a Napoli

Ritorno, finalmente. Dov’è la bici? Si, ora sta di fronte all’armadio, prima in salotto. Tutti la vedevano, durante le feste i turchi la cavalcavano. Che spasso. Ormai è andata. Il caschetto? Mi serve, già me lo chiesero per un incidente quasi milionario. Scendo le scale, scendere la bici la solita fastidiosa fatica. Gniii, sbam. Sono fuori finalmente, non c’è più il Tribunale. Siamo al Melofioccolo, quanti ricordi qui. Vado per la Marina?  Salgo per via Roma? Ho voglia, almeno all’inizio, di una facile salita. Posso incontrare qualcuno che conosco, chissà. Traffico, traffico, odiato traffico. Tu che bussi sempre dietro le spalle, maledet… Il solito passante a cui devo prestare attenzione, una seccatura. Odio la fila da Pandora, consumismo becero, Amore = Pandora? Marx, pensaci tu! La solita vrenzola e il suo gruppo davanti da Yamamay. Quelle scarpe con delle brutte punte sui lati, non so in quale modo orrendo l’hanno concepito. Eureka. Uh, una mia amica del corso di tedesco. Fa nulla, mi ha riconosciuto la sua amica. Era la fidanzata di quello del piano di sopra? Tutto passato. Casa di Ugo, Piazza Trieste e Trento, perché Napoli non hai vinto lo scudetto, tutti a festeggiare sotto il Carciofo. Piazza Plebiscito, turisti, in quanti selfie sarà immortalato il mio sfuggente passare? Innamorati sul lungomare, guarda la vrenzola che fa storie con il suo ragazzo. Un classico, forse le urlo qualcosa, no siamo on the road. Kerouac? On The Road? Che colori nel suo romanzo, che colori qui, blu scintillante, il giallo del tufo di Castel dell’Ovo.

Si può scrivere il suono che c’è qui? Possibile? Odio le persone sulla pista ciclabile, uh è nuova in questo tratto dopo Piazza Vittoria. Illusione piacevole. Non riesco mai a passare in velocità quando si mettono una coppia insieme sulla pista, due bici che occupano la corsia, fastidio perenne. Oh che bello, c’è la festa della Bufala a Diaz, è solo un’enorme carta sporca, c’è carte dappertutto, già finita. Un Forno a Legna? Me lo porto a casa? No impossibile. Che bello il club di Tennis, sul lungomare. Pum, Pum, yeah. Chalet Ciro, venditori ambulanti, non è cambiato nulla. Ciro a Mergellina, no meglio andare a via Manzoni da Genovesi, madò la Super Francesco. No meglio non pensarci ora, inizia la salita, non c’è più vento. Bruuuuu, ricordo momentaneo, allevia mente e corpo. Palazzo Donn’Anna, fantasmi, spettri, litorale magnifico. Già un Vesuvio imponente. Il solito traffico davanti al Conad, io il solito intruso. Avanti la salita mi chiama. Piazza San Luigi, lo spettacolo della marina finalmente si apre, ma qui c’è anche una biblioteca teologica, forse, interessante. Già si vede Via Petrarca sopra a tutto, la mia meta. Le panchine verdi, ricordi di matrimoni a cui non mi sono mai imbucato. Oh il parcheggiatore di Reginella, mi ha riconosciuto dopo un anno, incredibile. L’ospedale di Posillipo, la zia c’è stata così ha detto Nonno Angelo. Il negozio di bici, non vedo più l’insegna, forse non c’è più. Jamiroquai, Moderat, Dave Matthews Band, Phoenix, Daft Punk ci siete passati anche voi di qui. Mausoleo Schillizi, un luogo ignoto, da visitare. Piazza Salvatore di Giacomo, di solito i biker si radunano qui. Spero di incontrali, nuovi duelli. Teatro Posillipo, chissà quale bordello durante i giorni di serate, parcheggiatori ovunque. Qui davanti la gelateria una volta ci ho visto una Ferrari, direzione Grotta Seiano?

No si gira davanti da Rosiello. Ecco la salita, quella vera, sudore, fatica, forse non ho più l’abitudine. Si va verso il Vergiliano, la prima volta? Mondiali 2014, Brasile vs Cile, che culo il Brasile ai quarti, traversa di Pinilla. Disastro catastrofico in semifinale. Da qui vedo Nisida, è davvero un carcere? Davanti Grotta Seiano si vede benissimo, insieme all’Italsider. 700 metri di galleria, poi due teatri romani e la vista sulla Gaiola. L’estate è qui, ricordi da ripetere, acqua, sol… Già alla rotonda per Via Petrarca, di nuovo vento, ora non mi dimentico di te, davvero. In Discesa! Stavolta i freni funzionano davvero, questa volta tutto in velocità. C’è calma, eccitazione, emozione. Che curva insolita quella di Via Petrarca, richiama già il Vesuvio, ora è più oscura la vista per la notte, ma è presente, c’è, è lì che ci osserva. Lo scintillio delle luci, fenomeno ottico, saluto di bentornato. Qui è la volta in cui mi sono imbattuto nel gruppo di Biker, che scontro, che goduria, li volevo rincontrare. Track, buuuum… Che è successo? La catena? Maledettaaaaaaaaaaa… Sempre tu… Madò, e come faccio se mi fermo qui? Già successo, dai ce l’ho fatta, si riparte. C’è un gruppo di biker, non sono loro. Si scende, verso il lungomare, velocità nuovamente. Un soffio, sono già qui da Ciro a Mergellina? Come facevo senza freni prima? Pazzo, mente spostata! Che fatica, non pensavo davvero di farcela al primo colpo. Ritorno a casa? Penso proprio di sì, sguardo veloce alla traversa del Goethe Institut, alla Feltrinelli, lì si metteva un mendicante di colore. Che simpatico, un amico, fors… ora scendo un po’ cammino per Chiaia, quel sellino scomodo, mai comprato uno comodo. Di qui si sale per Monte Di Dio, Istituto filosofico. In sella, la via è diversa, non si sale si scende. Andiamo per il Maschio Angioino, maestoso, come il ricordo più vivido e… Quasi mi buttava sotto, mai il rispetto della precedenza. Tutto nella norma. Pochi metri a casa, una nuova casa, le chiavi del portone non aprono. Bentornato a Napoli.

Borreca Gianluca

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