Dall’Accademia ad Aristotele (Abbagnano)

Capitolo X

L’Antica Accademia

  1. Speusippo

Accademia fondata secondo la leggenda con i soldi del riscatto di Platone:

  • Durante la vita di Platone, il pensiero dell’Accademia coincide con l’evolversi degli interessi speculativi del maestro
  • In seguito affida la direzione dell’Accademia Speusippo

Speusippo:

  • Ammette una “sensazione scientifica” a fondamento degli oggetti
  • Fondamento matematico degli oggetti
  • Non riconosce il bene come principio cosmico
  • Identificò la divinità come l’anima reggitrice del mondo

Nelle Similitudini:

  • Studio animali
  1. Senocrate

Modeste capacità speculative:

  • Grossa influenza sul pensiero dell’accademia
  • Distinzione gnoseologica fra sapere, opinione, sensazione
  • Vi corrispondono i rispettivi oggetti: sostanza intelligibile, sostanza sensibile, sensazione mista
  • Distinzione fra dialettica, fisica, etica
  • Tendenza al pitagorismo
  • Interpretazione antropomorfica dei numeri

Anima è “un numero che si muove da sé”.

Dottrina delle idee-numeri: il numero costituiva l’essenza del mondo

  • Anche dal punto di vista gnoseologica
  • Ragione come unità-punto
  • Conoscenza come dualità-linea
  • Opinione triade-superficie
  • Percezione come tetrade-corpo

Etica:

  • Segue l’insegnamento di Platone
  • È nel possesso delle virtù
  1. Polemone. Crantore

Polemone:

  • Immutabilità umore
  • Indirizzo etico molto vicino ai Cinici

Crantore:

  • Invenzione del genere delle consolazioni
  • Dolore difensore della salute

Cratete

Arcesilao: cambio di indirizzo dell’Accademia antica

  1. Eraclide Pontico

Si dice abbia sostituito nella direzione dell’Accademia, lo stesso Platone nel periodo del secondo viaggio in Sicilia.

Dialoghi pieni di miti e fantasie.

Modifica delle dottrine di Democrito: corpuscoli non collegati (corpi semplici diretti dall’intelligenza divina). Anima formata di etere.

  1. Eudosso. L’ “Epinomide”

Eudosso di Cnido considerò le idee come mescolate alle cose

Considerava il piacere come il bene.

Filippo di Opunte:

  • Trascrizione delle Leggi
  • Dialogo Epinomide: quali studi portino alla sapienza
  • Scienza del numero: dove non c’è numero non c’è ordine
  • Ordine dei corpi celesti, tali corpi sono vivi e sono abitate da divinità
  • Studio dell’astronomia muove verso la pietà religiosa

Capitolo XI

Aristotele

  1. La Vita

Ingresso in Accademia a 17 anni. L’elegia dell’altare diretta ad esaltare Platone e le sue critiche dimostrano fedeltà e rispetto per il maestro:

  • Nell’Etica a Nicomaco: “Ma forse è meglio, anzi è doveroso, per la salvezza della verità, prescindere dagli affari privati, soprattutto se si è filosofi: l’amicizia e la verità sono entrambe care, ma è cosa santa onorare di più la verità”

La morte di Platone segna l’uscita di Aristotele dall’Accademia. Lezioni con Erasto e Coristo e Ermia ad Asso. In seguito fuga da Asso per la morte per mano persiana di Ermia (elegia in nome di Ermia). Ad Asso il primo distaccarsi di dettami del maestro.

342: educazione di Alessandro il Grande, istilla nel giovane la superiorità della cultura greca e il dominio del mondo ma vi fu il successivo distacco visto l’adottare dei costumi orientali da parte di Alessandro. Ritorno ad Atene e florido appoggio di Alessandro.

Fondazione del Liceo: corsi regolari, lezioni complesse di matematica; anche lezioni di retorica e di dialettica.

Si allontana da Atene in modo che gli ateniesi non commettessero peccato di nuovo verso la filosofia, data la caduta del governo di Alessandro.

Muore in Eubea a Calcide

  1. Il problema degli scritti

Scritti acroamatici: destinati agli ascoltatori (trovati nella cantina dei discendenti di Neleo)

Scritti esoterici: dottrina segreta

Scritti essoterici: forma dialogica, destinati al pubblico, s serve di miti e di ornamenti vivaci

Pensiero di Aristotele è compiuto e sistematico: con la considerazione dei dialoghi si pensa a forti dubbi e considerazioni (all’inizio ricerca delle dottrine platoniche per poi distaccarsene)

  1. Gli Scritti Essoterici

Eudemo:

  • Sogno profetico: guarigione e morte di un tiranno e ritorno in patria
  • Muore in battaglia
  • La vera patria è eterna non terrena

Critica all’anima armonica del Fedone: non si contrappone nulla all’anima pertanto non è discernibile. È legato alla teoria dell’anamnesi, allo sfregio per il corpo, al pessimismo orgico-pitagorico.

Protrettico:

  • Scritto esortativo alla filosofia
  • Filosofare è necessaria
  • Filosofare come esercizio di morte
  • Riferirsi ai modelli eterni
  • È una saggezza morale

Sulla filosofia:

  • Distacco dal platonismo
  • Sviluppo storico della filosofia
  • Critica della dottrina delle idee (contro le idee-numeri)
  • Costruzione cosmologica (divinità come motore immobile che dirige la causa finale, verso un desiderio di perfezione; etere come corpo più nobile; esistenza di Dio tramite l’argomento dei gradi)
  • Adotta il mito della Caverna per una spiegazione teologica: esistenza della divinità come scalata contemplativa dello spettacolo del mondo naturale

Differenza con Platone: Platone dimostra l’illusorietà della conoscenza sensibile; Aristotele parte dalla sensibilità per la dimostrazione dell’esistenza del divino in natura.

  1. Le Opere Acroamatiche

Scritti di Logica:

  • Organon
  • Categorie: termini e predicati
  • Sull’interpretazione: sulle proposizioni
  • Analitici primi: sul ragionamento
  • Analitici secondi: sulla prova, la definizione, la divisione, la conoscenza dei principi
  • Topici: sul ragionamento dialettico e sull’arte della confutazione
  • Elenchi sofistici: confutazione di argomenti sofistici

Elenchi sofistici sono un’appendice dei Topici. Gli Analitici primi e Analitici secondi appartengono alla fase matura. Per Aristotele erano studi di “scienza anatica”

Scritti di Metafisica:

  1. Natura della scienza (4 principi metafisici)
  2. Difficoltà della ricerca della verità
  3. 15 dubbi intorno alla scienza
  4. Soluzione dubbi, principio di non contraddizione
  5. Principio, causa, elemento, natura
  6. Dominio metafisica
  7. Dottrina della sostanza
  8. Dottrina della sostanza
  9. Dottrina della potenza e dell’atto
  10. Uno e molti
  11. Sul movimento
  12. Diverse sostanze, sensibile-mutevole, sensibile-immutabile, soprasensibile
  13. Le Matematiche, teoria delle idee e dei numeri
  14. Matematica, teorie delle idee e dei numeri

Opera di diversi scritti:

  • I e III sono i più antichi: dottrina delle idee
  • XIII e XIV rielaborazione precedenti
  • XII formulazione teologica della metafisica aristotelica
  • Libri sulla sostanza intendono la filosofia come una scienza dell’essere in quanto essere

Scritti di Fisica, Storia naturale, Matematica e Psicologia:

  • Lezioni di fisica
  • Sul cielo
  • Sulla generazione e la corruzione
  • Sulle meteore
  • Storia degli animali (anatomia e fisiologia)
  • Sulle parti degli animali
  • Sulla generazione degli animali
  • Sulle trasmigrazioni degli animli
  • Sul movimento degli animali
  • Sulle linee indivisibili
  • Meccanismi
  • Più importatnte è Sull’anima

Scritti di Etica, Politica, Economia, Poetica, Retorica:

  • Etica Nicomachea: pubblicata da Nicomaco
  • Etica Eudemia: attribuita anche a Eudemo di Rodi
  • Grande Etica: compilazione di uno studente aristotelico

Politica in 8 libri:

  1. Natura della famiglia
  2. Considerazione critica delle precedenti teorie dello stato
  • Concetti fondamentali della Politica. Natura di stati e cittadini. Le varie forme di costituzione. La Monarchia
  1. Diverse costituzioni
  2. Mutamenti, sedizioni, rivoluzioni negli stati
  3. Democrazia e istituzioni
  • Costituzione ideale
  • Educazione

Raccolta di 158 costituzioni statali: raccolta della Costituzione degli Ateniesi

Retorica:

  1. Natura della retorica
  2. Suscitare passio e affetti
  • Espressione e ordine del discorso

Poetica: origine e natura della tragedia

  1. Dal Filosofare Platonico alla “Filosofia” Aristotelica

Stretto rapporto fra virtù e felicità (è l’insegnamento di Platone), è una meticolosa ricerca verso la scienza dell’essere in sé.

Distacco sull’identità fra virtù e scienza:

  • Per Platone: filosofia è ricerca dell’essere e vera realizzazione dell’uomo
  • Per Aristotele: è scienza oggettiva divisasi in numero scienze (intero sistema delle scienze singole); verso una costituzione delle scienze enciclopediche (la stessa etica fa parte del novero delle scienze)

Con Aristotele:

  • La filosofia si costituisce come scienza a sé
  • Tenta di dimostra la propria autonomia
  • Deve dar conto del fondamento primaria nella filosofia e giustificare la propria priorità

Per Platone:

  • Sorge il problema del filosofare: ricerca dell’uomo del suo verso se, ricollegandosi all’essere e al principio dell’essere
  • Problema del filosofo nella sua realizzazione

Per Aristotele:

  • Necessità di presentarsi come una scienza definita, obiettiva, rigorosa, specifica del suo oggetto
  • Qual è il suo oggetto?
  • Scienza Teologica (studio dell’essere immobile e trascendente)? Manca di universalità (vicinanza al dettame platonico di rivolgersi ai valori supremi)
  • Aspetto fondamentale è la realtà (divisione in singole scienze): filosofia considera l’essere in quanto tale
  • Presupposto indispensabile di ogni ricerca, di una sua autonomia e di una sua universalità
  1. La Filosofia Prima: sua possibilità e suo principio

Possibilità e principio di una scienza dell’essere:

  • Possibile: ciò che può essere indifferentemente in un modo o nell’altro (comprende l’azione e la produzione: sono normative o tecniche e sono dette arti; fra queste l’etica e la politica come oggetto delle azioni sono pratiche; invece le arti sono dette poietiche destinate alla produzione)
  • Necessario: è ciò che non può essere in modo diverso da quello in cui è (scienze speculative o teoretiche: matematica, fisica e filosofia prima)

Matematica (quantità numerica o a dimensioni)

Fisica (essere in movimento, determinazioni della materia in base al movimento)

Filosofia prima (procede per astrazione, spogliare l’essere di tutte le determinazioni particolari e considerarlo solo in quanto essere)

Unico significato fondamentale dell’essere? Riconduzione ad unità che racchiuda tutte le determinazioni (scoprire l’unità stessa dell’essere): è un’unità intrinseca e necessaria, pertanto ha uniformità e stabilità. È il principio di non contraddizione a  stabilire la stabilità dell’essere.

Principio di non contraddizione:

  • Principio costitutivo dell’essere
  • Principio di condizione e considerazione di ogni essere
  • È un principio logico e ontologico

“è impossibile che una stessa cosa convenga e insieme non convenga ad una stessa cosa, propria in quanto è la stessa cosa”

“è impossibile che la stessa cosa sia e insieme non sia”

  1. Impossibilità logico di predicare l’essere e il non essere di uno stesso soggetto
  2. Impossibilità dell’essere di essere e non essere

È fondamento di ogni dimostrazione:

  • Considerazioni riguardo all’essere determinato (tode ti)
  • Determina per cui l’essere è necessariamente
  • L’essere in quanto tale è necessariamente
  • Principio risponde al fondamento della metafisica: è l’essere che non può non essere ossia è l’essere necessario

Necessità è il senso primario dell’essere: solo il necessario è oggetto della scienza, la scienza è essa stessa necessità o apodittica (dimostrativa). Solo ciò che è necessario è oggetto di scienza. L’accidentale non è scienza, ma è il parametro antitetico al necessario.

L’essere necessario è l’essere sostanziale (riconoscimento del principio di non contraddizione consente di isolare la sostanza): sostanza è l’essere proprio di qualcosa.

Il che cosa è la sostanza:

  • Determina l’essere in quanto tale
  • È oggetto della metafisica
  • La sostanza è l’essere per eccellenza, è impossibile che non sia
  • La sostanza è prima per definizione, per conoscenza e per il tempo
  • La sostanza è prima fra le categorie e può sussistere da sola
  • La sostanza è prima per definizione ed è implicita necessariamente nella definizione
  • È il che cosa metafisico

Compito della metafisica è la ricerca della sostanza

  1. La sostanza

Procedimento analitico e dubitativo:

  • Libro VII: trattazione conclusiva
  • Capitolo XVII: vero principio logico e speculativo
  • Sostanza è principio (archè) e causa (aitia): spiega e giustifica l’essere di ogni cosa

Sostanza è causa prima e l’essere proprio di ogni realtà determinata (il principio costitutivo del suo essere): consente di rispondere al perché delle cose, al suo scopo, alla sua causa efficiente

Sostanza è “to ti en einai, quod quid erat esse”, ciò che l’essere era:

  • Sostanza è il principio costitutivo dell’essere
  • Imperfetto è persistenza e stabilità dell’essere, sua necessità
  • SOSTANZA è L’ESSERE DELL’ESSERE: principio per cui l’essere è necessariamente è

Funzione della sostanza?

  • Sono 2
  • L’essere si determina e si limita la necessità dell’essere
  • L’essere diviene necessità determinante e imitatrice

Quindi è sia essenza dell’essere e dall’altro è l’essere dell’essenza:

  • Essenza dell’essere è essere determinato
  • Essere dell’essenza è essere determinante
  • Si comprendono in base ad un essenza necessaria

Quindi la sostanza è essenza necessaria:

  • È l’essere proprio di una realtà qualsiasi
  • Essere per cui la realtà è necessariamente
  • È l’essere autentico
  • È l’essenza dell’essere e l’essere dell’essenza

L’essere:

  • Per Platone: è la validità intrinseca, la normatività che l’essere presenta (Bene come principio dell’essere). L’essere ha valore perché vale, perché è bene. L’essere è nel valore
  • Per Aristotele: è l’intrinseco valore dell’essere, non è estrinseca (Come il bene di Platone). Non è l’essere che sta nel valore ma è il valore che è nell’essere. La sostanza dà una validità necessaria e un assoluta normatività

La teoria della sostanza:

  • È l’atteggiamento filosofico nei confronti della natura (interesse scientifico): è il centro della sua personalità e della sua metafisica (intimo valore esistenza della sua metafisica)
  1. Le determinazioni della sostanza

Duplice funzioni della sostanza ribadiscono l’unità della sostanza:

  • Definizione: essenza dell’essere. È forma delle cose composte (dà unità alla molteplicità). La specie è la forma delle cose materiali, è sostanza. Sostanza è principio di intelligibilità dell’essere. È l’elemento stabile e necessario su cui si fonda la scienza.
  • Realtà determinata (tode ti): essere dell’essenza. È soggetto (ciò di cui si predica), è concetto, o logos, ragion d’essere, è in potenza. È il composto o sinolo (unione del concetto o forma con la materia)

Dà vita ad un’essenza necessaria. La sostanza è oggettivamente e soggettivamente il principio della necessità (oggettivamente è l’essere dell’essenza, è  realtà necessaria; soggettivamente è essenza dell’essere in quanto ragion d’essere necessitante)

La sostanza è l’essere dell’essere: definizione concettuale unica, fondamentale si riconduce come principio della metafisica ossia della scienza che deve costituire le altre scienze e abbia un fondamento comune. Ciò porta all’esclusione del platonismo

  1. La polemica contro il platonismo

Polemica:

  • Il platonismo deriva l’essenza dell’essere da sostanze separate
  • Per Aristotele: la sostanzialità è quella stessa dell’individuo di cui è specie
  • Per Aristotele è impossibile il platonismo: l’universalità appartiene a più cose, invece la sostanza specificamente al singolo essere

Critica su 4 punti:

  • Corrispondenza fra idea e concetto: vi deve essere l’idea di ogni singola sostanza, si aggiungono alle realtà sensibili
  • Porre idee anche delle negazione e dei dati transitori: argomento del terzo uomo, nel rapporto di somiglianza dovrebbero esistere altre idee
  • Idee non fanno intendere la realtà (non sono cause del mutamento e del movimento e ne principi di azione)
  • La sostanza non può esistere separatamente da ciò di cui è sostanza

Presupposti indicativi del distacco:

  • Idee sono separate dal mondo sensibile
  • Per Platone è il valore costitutivo del dover essere, il suo meglio
  • Per Aristotele è separata dal mondo
  • L’idea del bene platonica è estraneo e separato dall’essere
  • Per Aristotele è fondamentale la validità intrinseca e necessaria (non vi è una realtà separata degli essere)

La sostanza aristotelica è diversa dall’idea platonica:

  • Non è abbandono nell’iperuranio
  • Ha un principio di validità intrinseco all’essere (è essere di divenire e di necessità)
  • Platone adotta un punto di vista morale e cosmico come principio dell’essere
  • Aristotele adotta un punto di vista ontologico come principio dell’essere (difesa dell’intrinseca validità dell’essere: ossia l’ousia)
  1. Sostanza come causa del divenire

Conoscenza muove dal campo del sensibile per conseguire l’universale:

  • Il divenire ha una causa efficiente: è il punto di partenza del divenire
  • Diviene qualcosa: ossia è forma
  • Non è semplice privazione ma è possibilità o potenza quindi materia
  • Materia e forma sfuggono al divenire, ma il loro insieme è sottoposto al divenire

La sostanza è causa del divenire e dell’essere

4 cause:

  • Primo Libro della Metafisica
  • Causa prima: è la sostanza e l’essenza necessaria, come ragion d’essere
  • Causa seconda: è la materia
  • Causa Terza: è la causa efficiente
  • Causa quarta: è lo scopo, il bene, il fine o telos di ogni generazione

Si riducono tutte alla prima causa e sono sue determinazioni diverse. Vi è un resoconto se altre dottrine filosofiche abbiano espresso la sostanza come principio metafisico. Le altre scuole o filosofi hanno espresso il concetto parzialmente. Aristotele è consapevole di essersi inscritto nel solco dei suoi predecessori conseguendolo con estrema chiarezza e innovazione.

  1. Potenza e Atto

Sostanza ora ha un valore dinamico, legato al suo fine: sostanza è atto, attività, azione, compiutezza.

Aristotele identifica la materia con la potenza, la forma con l’atto. La potenza è la possibilità di produrre un mutamento o di subirlo:

  • Potenza attiva: produce un mutamento (tipica del principio d’azione)
  • Potenza passiva: capacità di subire un mutamento (tipica della materia)

Atto è esistenza stessa dell’oggetto: atti sono movimenti e altre azioni (sono consapevoli e hanno in se il loro fine)

  • È cronologicamente prima della potenza
  • È prima della sostanza
  • Causa efficiente precede il divenire
  • È anteriore alla potenza

L’atto è migliore della potenza.

L’azione perfetta ha in sé il suo fine: è atto finale e realizzazione finale (entelechia)

  • È il termine finale del movimento, è il suo completamento perfetto
  • È la realizzazione compiuta, è la forma perfetta di ciò che diviene, è la specie e la sostanza
  • L’atto è la forma o la specie, se è perfetto è sostanza
  • È realtà determinata

Materia è priva di attualità o forma: è indeterminata e inconoscibile

  • È limite negativo
  • È potenza rispetto alle varie forme che assume
  • Residuo irrazionale della conocenza
  1. La sostanza immobile

Indagare la natura della sostanza:

  • Sostanze sensibili e in movimento: il mondo fisico (sostanze sublunari e le sostanze celestiali)
  • Sostanze non sensibili e immobili: oggetto della teologica (XII Libro della Metafisica)

Esistenza della sostanza immobile nel XII libro della Metafisica e della Fisica (VII):

  • Necessità del movimento celeste
  • Movimento continuo, uniforme del primo cielo è dato da una causa prima
  • Deve essere immobile altrimenti avrebbe altre cause efficienti
  • Il primo motore è immobile, è atto e non potenza, privo di potenza, deve essere sempre attivo. È privo di materia, è atto puro.
  • È indivisibile
  • È causa finale: è oggetto della sua volontà e intelligenza (è intelligibile e desiderabile)
  • È identità di intellegibile, di desiderabilità senza essere mosso è sommo bene: è oggetto d’amore proprio come muove l’amata
  • Ha vita dell’intelligenza: è pensiero del pensiero, pensa l’intelligibile (intelligenza e intelligibilità si corrispondono)
  • Pensare e pensato si identificano
  • Vita divina è perfetta, eterna e beata
  • È primo motore per il movimento, è prima causa per le cause
  • Dà ordine al mondo: la sua struttura sostanziale è al di là della creazione divina (non nasce né perisce)
  • Superiorità è data dalla perfezione della vita e della sua sostanza

Aristotele è politeista:

  • Dio come principio che spiega il movimento
  • Esistenza di diversi motori (esistenza di numerosi motori, spiegano il movimento dei pianeti)
  • Sostanze prime sono dei: sostanza divina è partecipata da altre divinità
  1. La sostanza fisica

Scritti di metafisica:  “dopo la fisica”, oppure, si intende come “filosofia prima”.

Per Aristotele la fisica è una scienza rigorosa da analizzare, qui c’è una differenza con Platone.

È equivalente alla scienza che studia le sostanze divine, si conducono dal centro della metafisica aristotelica ossia la sostanza. È un rivolgersi alla forma delle cose e allo studio della sostanza.

Attenzione per il mondo animale.

Fisica è una scienza teoretica:

  • Suo oggetto è l’essere in movimento
  • Divisione in corpi sublunari e quelli celesti

Movimento è il passaggio dalla potenza all’atto: ha un fine, inteso come forma o specie che tende a realizzare.

  • Ogni movimento presuppone l’atto come forma in termini finali
  1. Movimento sostanziale (generazione e corruzione)
  2. Movimento qualitativo (mutamento e alterazione)
  • Movimento quantitativo (aumento e diminuzione)
  1. Movimento locale (movimento fondamentale, cambiamento di luogo)

Movimento locale è di tre specie:

  1. Circolare
  2. Dal centro verso l’alto
  3. Dall’ alto verso il centro

Danno origine al mutamento e alla morte.

Movimento circolare non ha contrari pertanto è il movimento degli oggetti celesti (etere si muove circolarmente): gli oggetti celesti sono costituiti da etere.

Movimento dall’ alto in basso sono proprio dei quattro elementi terrestri: teoria dei luoghi naturali. È contraddistinto dal peso di ogni elemento (fuoco è la sfera estrema dell’universo) deriva da osservazioni puramente empiriche.

Mondo infinito per Aristotele è incompiuto, manca di qualche cosa, non ha un centro o altre determinazioni; se non manca di qualcosa è finito e compiuto. La sfera delle stelle fisse indica il limite dell’universo.

Non c’è l’esistenza del vuoto: la materia è disposta ab aeterno. Fuori dal mondo non c’è materia: è unico. Nel vuoto non ci sarebbe movimento dato l’assenza di un centro. Principio di vuoto contro il vuoto, ritenendolo assurdo.

Il mondo è eterno: il tempo è il numero del movimento secondo il prima e il dopo (ordine misurabile del movimento).

La perfezione del mondo implica una struttura finalistica: ogni cosa ha un fine. Il luogo naturale dove tutti gli elementi devo tendere finalisticamente, raggiungere questo luogo è il fine del loro movimento.

Il fine è visibile all’interno degli organi, il caso non esiste nell’universo aristotelico

  1. L’anima

L’anima è forma incorporata nella materia:

  • Informa e vivifica un corpo
  • È entelechia di un corpo in potenza
  • È la realizzazione finale delle capacità del corpo organico

3 funzioni dell’anima:

  1. Funzione vegetativa: potenza nutritiva e riproduttiva
  2. Funzione sensitiva: sensibilità e movimento
  3. Funzione intellettiva: propria dell’uomo

Senso comune di Aristotele:

  • Coscienza della sensazione: sentite di sentire
  • Percepire le determinazioni sensibili comuni a più sensi (movimento, la quiete, la figura, la grandezza, il numero e l’unità)

Immaginazione è prodotta dalla sensazione in atto e le immagini, che fornisce sono simili alle sensazioni.

Funzionamento dell’intelletto:

  • Ricezione immagini
  • Capacità di giudicare le immagini fornite dai sensi

Distinzione fra intelletto potenziale e intelletto attuale:

  • Intelletto in atto contiene tutta la verità degli oggetti di intellezione: fa passare all’atto le verità che nell’intelletto potenziale sono solo in potenza “è separato, impassibile, non commisto”
  • Intelletto passivo si corrompe
  1. L’etica

Ogni azione in vista di un fine: fine e bene si equivalgono

  • Deve esistere un fine supremo come fine desiderato per se stesso: è il bene sommo
  • In ambito politico è la felicità: oggetto primo e fondamentale della scienza politica
  • Indagine sulla felicità è un’indagine di virtù: sublimazione delle facoltà della propria anima, è vivere secondo ragione ossia secondo virtù
  • Alla vita secondo virtù si congiunge il piacere
  • La virtù dipende dalla scelta che si fa in vista del fine supremo: la scelta è libera (dipende dall’uomo)
  • L’uomo è libero perché ha in sé il “principio di se stesso” (è il principio e il padre dei suoi atti)

Esistono 2 virtù fondamentali:

  • Dianoetica: esercizio della ragione, è intellettiva o razionale
  • Ethos o morale: dominio della ragione sugli impulsi sensibili

Virtù morale è la disposizione a scegliere la mesotes ossia il giusto mezzo:

  • Esclusione degli estremi viziosi
  • Si acquisisce con l’esercizio

Si è pertanto il coraggio (fra viltà e temerarietà), temperanza (fra l’intemperanza e l’insensibilità), la liberalità (fra avarizia e prodigalità), magnanimità (fra la vanità e l’umiltà), la mansuetudine (fra irascibilità e indolenza).

Giustizia: è virtù intera e imperfetta. L’uomo che rispetta le leggi è interamente virtuoso

  • È distributiva: distribuzione degli onori e del denaro: simile a una proporzione geometrica
  • È commutativa: se presiede ai contratti come volontari o involontari (proporzione aritmetica), ha un valore correttivo

Dalla giustizia si fonda il diritto:

  • Diritto pubblico: è la vita associata (legittimo se è stabilito nei vari stati; naturale che conserva ovunque il suo valore)
  • Diritto privato

Equità è una correzione della legge mediante diritto naturale

Virtù dianoetica: è intellettiva, è propria dell’anima razionale (comprende scinza, arte, saggezza, sapienza, intelligenza):

  • Scienza è apodittica
  • Arte è capacità di produzione (poiesis ossia produzione)
  • Saggezza è phronesis, capacità di agire convenientemente nei confronti dei beni umani (determinazione del giusto mezzo). È umana
  • Intelligenza come nous è la capacità di cogliere i primi principi di tutte le scienze
  • Sapienza come sofia è il grado più alto della scienza (ha sia scienza che intelligenza). È giudicare sulla verità dei principi, è un concernere le cose più alte e universali. È universale. Disinteresse dei beni umani

Contrasto fra phronesis e nous è l’atteggiamento speculativo di Aristotele:

  • Sapienza ha per oggetto il necessario: atteggiamento è quello della contemplazione

Amicizia in Aristotele:

  • Congiunta alla virtù
  • Fondata sul piacere reciproco, sull’utile o sul bene
  • Amicizia fondata sul bene e sulla virtù è perfetta, è stabile e ferma: “amico è un altro stesso

Virtù come attività propria dell’uomo è la felicità, ma la virtù più somma è la contemplazione teoretica ossia la sapienza.

  • Sapienza è la virtù o attività più alta
  • Il sapiente basta a se stesso
  • È vita di serenità e pace
  • Il fine è nella sua attività teoretica: è una vita superiore all’ umana (ha in sé qualcosa di divino)

Superiorità della vita divina:

  • Platone non distingue la sapienza dalla saggezza (condotta razionale della vita umana, entrambe)
  • Aristotele contrappone sapienza e saggezza: la saggezza ha come oggetto le faccende umane, invece, la sapienza ha per oggetto l’essere necessario
  • Il compito della filosofia per Aristotele è di avvicinarsi alla vita teoretica, alla contemplazione. Per Platone il compito della filosofia è la vita comune fondata su giustizia.
  1. La Politica

Distinzione fra gli schiavi e gli uomini:

  • L’obiettivo dello stato è un’esistenza materialmente e spiritualmente felice

Problema fondamentale è trovare la costituzione più adatta a tutte le città:

  • La base è reale, con i giusti accorgimenti
  • Teoria della migliore costituzione tramite la critica di quelle esistenti

3 tipi di costituzioni:

  • Monarchia àtirannide
  • Aristocrazia à oligarchia
  • Democrazia, intesa come Politia à democrazia

Il miglior governo è quello degli appartenenti alla classe media.

Aristotele delinea le condizioni per conseguire il miglior governo:

  • Deve provvedere alla prosperità materiale e virtuosa dei cittadini
  • Deve provvedere al numero dei cittadini, deve essere giusto
  • Deve provvedere all’indole dei cittadini
  • Deve provvedere alla distribuzione delle funzioni
  • Devono comandare gli anziani
  • Deve provvedere all’educazione sia della guerra che della pace
  1. La Retorica

Retorica è affine alla dialettica:

  • Dialettica si occupa di indagare le tesi, di difenderle e sostenerle
  • Retorica mostra le procedure per indurre a persuasione
  • Oggetto della retorica è il verosimile (perlopiù è analogo al necessario)

Fine del discorso è l’ascoltatore:

  • Deliberativa: rivolta alle cose future
  • Giudiziale: accusare, difendere, persuadere
  • Dimostrativa: lodare o condannare
  1. La Poetica

Poesia come imitazione:

  • Imitazione rispetto all’oggetto
  • Imitazione rispetto ai modi

Teoria della tragedia:

  • Imitazione di un’azione seria
  • Ampiezza di linguaggio
  • Produzione di pietà, terrore, purificazione delle passioni

Unità dell’azione teatrale:

  • Oggetto della tragedia è il verosimile: verosimiglianza e necessità
  • La poesia è più elevata della storia: poesia esprime l’universale e la storia il particolare
  • Condanna della storia come successione degli eventi
  • Oggetto della poesia è il verosimile e il perlopiù, analogo alla necessità

Tragedia e Catarsi:

  • Esercizio di purificazione dalle passione
  • Lo esercita anche la musica
  • Vi è un alleggerimento piacevole
  • È un mezzo potente di educazione: il mondo sensibile è oggetto di studio
  • Catarsi ha un valore puramente formativo: inteso addirittura come un trattamento medico delle passioni
  • La passione è purificata ed esaltata
  • L’arte conduce l’uomo alla realizzazione stessa dell’emozione, alla sua sostanza
  • Emozione ha come suo telos l’oggetto, l’arte ha come suo telos l’emozione

L’arte dispiega l’emozione verso se stessa, verso la sua sostanza

  1. La Logica
  2. Scienza teoretiche: oggetto è l’essere
  3. Scienze pratiche: normative, come la politica e l’etica
  4. Scienze poietiche: produzione degli oggetti

Tutte hanno in comune la forma. L’astrazione di tale disciplina, che regola i procedimenti di tutte le altre scienze è la logica (analitica):

  • Legittimità della forma delle scienze dal distinguerle con il loro oggetto particolare
  • Si fonda sulla teoria ella sostanza
  • Astrazione è una giustificazione separata dall’essenza necessaria di una cosa
  • La logica è fondata sulla metafisica, come teoria della sostanza, è procedimento analitico.
  • Teoria della sostanza è presupposto indispensabile per la logica
  • La logica è il fondamento della verità di ogni conoscenza intellettuale

Forma è ratio essendi (sostanza) e ratio cognoscendi dell’essere (definizione): corrispondenza fra concetto e sostanza. Pertanto l’essere e la verità sono in un rapporto reciproco. L’affermazione è vera, perché l’essere è tale. La verità del concetto è fondata sulla sostanza

Logica:

  • Il suo oggetto è la struttura della scienza
  • La struttura dell’essere e della scienza
  • Analisi del linguaggio apofantico o dichiarativo, proprio delle scienze teoretiche
  • Linguaggio ha una natura convenzionale, la combinazione delle cose è comandata. Nella sintassi si innesta l’analisi della logica come indagine della struttura fondamentale della conoscenza scientifica

Categorie:

  • Significa predicati e sono dieci
  • Sostanza
  • Quantità
  • Qualità
  • Relazione
  • Luogo
  • Tempo
  • Situazione
  • Avere
  • Agire
  • Patire

Classificazione riguarda le cose a cui si riferiscono: categoria fondamentale è la sostanza.

Distinzione in sostanze prime e seconde:

  • Prime non si possono predicare di altre sostanze
  • Seconde sono le specie e i generi

Sull’interpretazione:

  • Logi apophantikoi ossia enunciati dichiarativi
  • Proposizioni (protasi)
  • Possono essere affermative o negative
  • Possono essere universali o singolari
  1. Universale Affermativa (A)
  2. Universale negativa (E)
  3. Particolare affermativa (I)
  4. Particolare negativa (O)

Famoso è il quadrato degli opposti di origine scolastica:

  • Contrario: fra (A) e (E)
  • Contraddittorie: fra (A) e (O), (E) e (I)
  • Subcontraria: fra (I) e (O)

Per le prime due relazioni vale il principio di non contraddizione: ossia una delle due deve essere vera, individua il principio del “terzo escluso”.

Possibilità:

  • Non impossibilità (semplice negazione della necessità)
  • È perduto il senso della dialettica platonica

Analitici primi:

  • Teoria del ragionamento: o deduttivo o sillogistico
  • “un discorso in cui poste talune cose, alcune altre ne seguono di necessità”

Sillogismo:

  • Carattere mediato: corrispondente logico-linguistico della sostanza
  • necessità

il rapporto si fonda su ciò che è necessariamente, ossia la sostanza:

  • il temine medio è la sostanza, la ragione, la causa e rende possibile la conclusione
  • 3 termini: soggetto, predicato e termine medio

Prima figura: termine medio fa da soggetto e poi da predicato

Seconda figura: termine medio fa da soggetto in entrambe le premesse (conclusione particolare)

I Modi della sillogistica corrispondono all’affermazione e negazione delle proposizioni.

Sillogismo è deduzione necessaria:

  • Il sillogismo necessario è dimostrativo o scientifico
  • Quelli ostensivi si contrappongono a quelli ipotetici
  • Distinzione in sillogismo deduttivo e induttivo
  • Induzione deduce il termine medio da un estremo avvalendosi della’altro estremo (può essere usato nella dialettica e nell’oratoria)

Secondi analitici:

  • Analisi premesse sillogismo e fondamento della loro validità
  • Necessità delle premesse per avere delle scienze esatte (principi veri, primi e e immediati: evidenti di per se stessi)
  • Alcuni principi sono comuni: se da due oggetti uguali si sottraggono oggetti uguali, i resti sono uguali
  • Principi propri: sono le definizioni, ossia la sostanza o essenza necessaria
  • Sostanza è causa di tutte le proprietà e determinazioni come i principi sono causa delle conclusioni che il sillogismo dervia da essi

Intelletto:

  • Intuizione dei primi principi
  • Si forma gradualmente con esperienza e il contatto degli organi di senso
  • Si coglie successivamente la sostanza
  • Qui l’intelletto è principio dell’arte della scienza
  • Conoscenza sensibile è acquisizione della scienza ma non ha validità della scienza (corrisponde alla necessità delle dimostrazioni)

Topici:

  • Oggetto è la dialettica
  • Principi della dialettica sono probabili
  • Isolare, distinguere, classificare, valutare i luoghi logici e gli schemi argomentativi
  • Non fa parte della scienza come era in Platone (condizione indispensabile come procedimento dialettico)

Elenchi sofistici:

  • Ragionamenti confutatori o eristici
  • Premesse non sono né necessari e né probabili
  • Anfibolia: uso di un duplice significato
  • Fallacie: esempio è la petizione di principio (prendere come premessa ciò di cui si dovrebbe dimostrare)

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